martedì 21 settembre 2010

Claudio ha finito il quadro "via Emilia Levante"

cm 200 x cm 300

vernice spray su moquette

venerdì 13 agosto 2010

29 luglio 2010 "Anche Suf! si interroga sulla strage" di Vincenzo Branà


Anche Suf! si interroga sulla strage

L’ANNIVERSARIO
Il manifesto del 2 agosto porta la firma di Cuoghi e Corsello. La bimba writer, icona onirica del duo creativo, spalanca gli occhi sbigottita
Cuoghi e Corsello - 2 agostoSuf! ha occhi e orecchie grandi, è tutta nera, su sfondo bianco, e sulla fronte ha un punto interrogativo rosso. È netta, nitida, si vede da lontano. Poco sotto, la scritta “Per non dimenticare”. Porta la firma diCuoghi e Corsello il manifesto realizzato dal Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi per la celebrazione del 2 agosto. Ed è Suf! il personaggio che i due creativi hanno pescato dal loro immaginario onirico per ricordare quelle tante vittime dopo trent’anni ancora senza giustizia. «Suf! – spiega Monica Cuoghi – è una bambina che vuole imparare a fare i graffiti ed essendo negata vuol diventare almeno SUFficente» «Ha un viso spaesato e strano – aggiunge – è una bambina ingenua». E che si interroga, come tutti noi, su quanto accadde a Bologna trent’anni fa: «È solo una bambina, nata all’inizio del nuovo millennio, nel 2001- spiega l’artista – e non capisce perchè accada tutto questo nell’umanità». «All’immagine – prosegue Monica Cuoghi – ho aggiunto il punto interrogativo, che rivela la complessità e la negata chiarezza di quello che è successo; ma il puntino cade proprio sulla sua fronte, come un terzo occhio che guarda oltre e saprà vedere». L’incontro tra Suf! e la bomba avviene quasi per caso: «stavo lavorando sul personaggio di Suf! – spiega Cuoghi – dopo molto tempo che non la disegnavo, quando Gianfranco Maraniello (direttore del Mambo, ndr) ci ha chiesto di pensare a qualcosa per il manifesto sul trentesimo anniversario della strage della stazione. Guardando l’espressione attonita, perplessa di Suf! mi è sembrata adattissima per rappresentare l’inquietudine lo stupore che il ricordo di questo avvenimento sollecita, il suo sguardo spalancato è perso nel vuoto, assente, ma nello stesso tempo è anche molto presente, può sembrare allarmato, stupito, oppure appiattito, lontano, è uno sguardo ingenuo di una bambina che guarda il mondo ma è saggia, la sua paura è vinta dall’indifferenza, ma spalanca gli occhi per guardarlo il mondo».
Anche Monica Cuoghi, di quel 2 agosto di 30 anni fa, ha un ricordo molto nitido: «Avevo 15 anni e un fidanzatino bolognese. Lo incontrai quella sera: la mattina si trovava in stazione, poco prima della bomba. Voleva prendere qualcosa al bar, quindi preferì spostarsi verso il centro. e proprio mentre si allontanava, quand’era già lontano dal piazzale, sentì il boato: si girò e stava crollando tutto».

http://www.vincenzobrana.it/2010/07/29/articoli/anche-suf-si-interroga-sulla-strage/

venerdì 23 luglio 2010

23 luglio l'articolo di Paola Naldi su Repubblica Bologna

trentesimo anniversario della strage di Bologna del 2 agosto

Suf!

Stavo  lavorando, dopo molto tempo che non la disegnavo, sul personaggio di "Suf!" quando Gianfranco Maraniello ci ha chiesto di pensare a qualcosa per il manifesto sul trentesimo anniversario della strage di Bologna del 2 agosto.
Guardano l'espressione attonita,  perplessa di "suf!" mi sembrava adattissima per rappresentare l ' inquietudine lo stupore che il ricordo di questo avvenimento sollecita, il suo sguardo spalancato è perso nel vuoto, assente, ma nello stesso tempo è anche  molto presente, può sembrare allarmato  stupito , oppure  appiattito, lontano, è uno sguardo ingenuo di una bambina che guarda il mondo ma è saggia,  la sua paura è vinta dall'indifferenza, ma spalanca gli occhi per guardarlo il mondo.
Poi ho sottolineato l'espressione con un punto di domanda  in cima alla sua testa, riferito a tutto il "mistero" intorno a questi gesti disumani: "ma perché?!".
Il cerchio del punto interrogativo le cade proprio sulla fronte, è il terzo occhio : un aprirsi verso una nuova vista più chiara più profonda, si  il disegno vuole  augurare che si possa vedere, capire.

Suf! è nata all'inizio del nuovo millenio : nel 2001, è una bambina che vuole imparare a fare i graffiti con le lettere, ma essendo stata sempre negata nello scrivere vuole diventare almeno SUF-ficente, per questo ha scelto questo nome.
Come caratteristica magica può avere la dimensione e il tempo che desidera.

Volevamo un disegno simbolo grafico semplice che si leggesse da lontano e che rimanesse impresso.

Monica Cuoghi




lunedì 12 luglio 2010

Au Pair




CUOGHI CORSELLO
Claudio Corsello (Bologna, 1964) e Monica Cuoghi (Semide, MN, 1965) vivono e lavorano a Bologna.

Claudio Corsello e Monica Cuoghi, antesignani della street art italiana, si sono conosciuti all'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1986 e l’anno seguente hanno partecipato alla mostra La regina degli U.F.O. nella sede storica di Neon. A partire dal 1989 lavorano insieme compiendo incursioni e sperimentazioni in vari campi dai graffiti alla musica, dal video, alla luce e all'elettromeccanica. Dal 1994 al 2006 hanno occupato spazi industriali ed ex fabbriche dismesse dell’area bolognese lavorando con pittura e scultura e installazioni. Nel 2009, con La quarta Parusia, Cuoghi Corsello sono tornati da Neon per una doppia personale tra Bologna e Milano. A Bologna hanno presentato DEGRADO, una scritta tridimensionale argentata che galleggiava nell'aria e Sono Un Filosofo, una divertente scultura luminosa gonfiabile, già proposta a Sassuolo nel 2008 per il Festival della Filosofia. L'opera rappresenta uno storico personaggio di Cuoghi Corsello, SUF, ovvero SUF-ficiente. A Milano, invece, lo spazio ospitava Schifiocanoa, un’imbarcazione "che accompagna al regno dei morti con goduriosa paura come in giostra". Sempre nel 2009 hanno realizzato Cadaveri Squisiti, un progetto pensato espressamente per il MACRO di Roma. Si trattava di una installazione luminosa composta da 15 neon che ritraevano 6 divertenti ed ironici personaggi appartenenti al repertorio iconografico del duo bolognese: Bello, Suf, Un Maiale, Quadrupede, Pea Brain e Petronilla. 
Definiti da Guido Molinari dei rabdomanti, Cuoghi Corsello sono capaci di catturare e tradurre in base alla propria visione del mondo, energie e segni invisibili in veri e propri logotipi urbani. Anarchici rispetto al sistema dell’arte, ma al tempo stesso estremamente in armonia con i ritmi cosmici e degli esseri umani, Cuoghi Corsello hanno a tratti uno sguardo disincantato e giocoso come in Tombe schifio o Cadaveri squisiti, altre volte invece esplicitamente irriverente e politicamente scorretto come in Grazie e vaffanculo o Mobile n.13. Nel caso dell’installazione luminosa … si tratta di sei lampadari disposti in modo da formare un cerchio immaginario a soffitto. Come in altri loro lavori, la luce artificiale varia al ritmo naturale di un respiro. 
Cuoghi Corsello
Dida opera

 titolo: "selettore n. 8"
 anno: 1999
 dimensione: un cerchio dal raggio di 148 cm 
 peso: 30 kg.?
 tecnica: scultura elettromeccanica, 8 lampadari  a goccia con catenella  ognuno appeso ad  un gancio nel soffitto formano un cerchio, un dispositivo  elettronico stimolato dai suoni attiva la luce facendola girare da un lampadario all'altro. 


courtesy Vezio Tomasinelli




Dopo 10 giorni dalla sua nascita Nonno Degrato diventa famoso oltre che su FB sulla Repubblica di Bologna!