mercoledì 30 dicembre 2020

2 Maggio 2020 concerto online prima esperienza diretta internet fallimentare ma forse non troppi


 

 

 

 

 2 Maggio 2020 concerto online prima esperienza diretta internet fallimentare ma forse non troppi

 
 

30 ottobre 2020 Adoro diventare una Principessa

 


 

 

 30 ottobre 2020 Adoro diventare una Principessa

 

diciasettesima Quadriennale di Roma

dicembre 2020 DONUTS

 


 dicembre 2020 DONUTS

 

Reggio Emilia

27 ottobre 2020 "Le 2 Gemelline", 2002 alla Farnesina

 


 

 27 ottobre 2020  "Le 2 Gemelline", 2002 alla Farnesina

3 luglio Paesaggio zombie Stellata


 3 luglio Paesaggio zombie Stellata

 

per la mostra 

PITTORI FANTASTICI NELLA VALLE DEL PO

 a cura di Camillo Langone

20 giugno 2020 antichità anni 80


 per la mostra VADO AL MASSIMO

Aì a cura  di Luca Beatrice


Quadro Luminoso: i vibratori sopra Pea Brain 1088

collages 1987

Rn e CANE COTTO 1982

Suf Stellata

 
 

24 gennaio 2020

Giacinto di Pietrantonio ci ha voluti nella sua collettiva.

Suf Stellata 2018-2009



Quando Astuni ha venduto Suf Azzurrina della moglie ci ha chiesto di fargliene un’altra, 

gli dissi che aspettavo l’ ispirazione per poter fare una nuova interpretazione di Suf, che non potevo rifare la stessa.

è passato poco tempo che a Stellata, dove andiamo spesso perché vicino a casa di mia madre con un bellissimo mercato dell’usato  diffuso in tutto il piccolo paese in riva al Po, 

ho scoperto esserci una leggenda anche qui di un fantasma.

All’inizio il progetto era di fare una Suf a forma della pianta a stella con 4 punte della Rocca di Stellata, dalla quale prende il nome il paese, ed è proprio il fantasma.

Sempre con gli occhi di Suf che si muovevano elettronicamente e una copertina di compagnia appoggiata come in Suf Azzurrina ….

Sono passati due anni da questo progetto e ora l’ho sentito diversamente, o meglio, più precisamente.

Ho sentito che la stella non ha gli occhi, non è animata, ma è come un mobile vuoto dentro, è chiusa, racchiude.

é un cuore di suf.

Ma questo è venuto dopo, prima pensavo al mercato dell’usato di Stellata che c’è ogni seconda domenica del mese, come dicevo sopra grande grande, anche nei prati, questo mi ha portata a ricordare  ad una serie di manifesti fatti per una rassegna a Ravenna sull’ecologia nel 2009 nei quali “la vita di un maiale” e Suf! esprimevano la loro, e mi sono ricordata che Suf all’incirca parlava di dove mettere ogni cosa che buttiamo…e che ogni cosa che scartiamo è una piccola grande Stella che deve avere dignità,  la parola Stella che ricordavo nei manifesti e la particolarità che a Stellata alla fine si da valore ad ogni oggetto che buttiamo via dalla bambola al fanale al pezzo di ferro e altre diavolerie, e che qui ricompriamo, mi hanno connesso al plaid per Suf, andando a cercare i disegni dei manifesti mi sono sembrati perfetti anche se un po ingenui, così che la scultura in se non poteva più essere con occhi evidenziati,  ma dovesse rappresentare  un posto dove il vuoto prende la  preziosità di qualsiasi oggetto, e l’ oggetto in se che lo racchiude il vuoto è  ingombrante inutile e prezioso allo stesso.

Con tutti gli oggetti che anche noi accumuliamo avevo il bisogno di sentire questa più semplice possibile, pulita, essenziale, ma materica, di sentire comunque il legno e il lavoro per farla.

E questo vuoto può anche essere sinonimo del fantasma di Stellata che poco se ne sa e forse finto sarà.

Perciò la particolarità di Su Stellata è quella di essere imperscrutabile.

Il plaid o i plaid a farle compagnia invece narreranno dell’unica cosa che succede d’ imortante in questo paesino che contiene la Rocca a forma di Stella.


Suf è un personaggio nato nel 2001, un essere che ha l’età e la dimensione che vuole come proprietà magica, e che scrive sui muri SUF! perché vuole essere almeno sufficiente come writer, essendo la disciplina del graffisti molto difficile.

Con Suf sia le lettere S U F che il puppet  che assomigliante ad una bambina topo  e sia essa  che si trasforma in demone diventando Schifio, sono state fatte dal 2001 molte sculture interpretative di cose e situazioni, in legno, neon, creta, ecc…grandissime e piccolissime!


Suf Stellata, riprende il lavoro sui Mobili, iniziato nel 1996, dove  oggetti trovati o costruiti diventano mobili-sculture, una delle particolarità è di essere vuoti dentro.


L’opera Suf Azzurrina,  era una scultura di Suf che interpretava il fantasma di Azzurrina, nel castello di Montebello, la bambina giocando a palla è sparita il giorno del solstizio, 

si chiamavano così perché essendo albina la madre le dipingeva il capelli con le erbe trasformandoli in azzurri.

Le grida di Azzurrina si sentono nel castello per ogni solstizio d’estate, nella nostra scultura un meccanismo all’interno comandato dal processore programmabile Arduino fa scattare il suo pianto da noi elaborato con una musica anch’esso solo ogni solstizio d’estate, l’intenzione era ed è di aiutare Azzurrina a lasciare questa dimensione e andarsene per la sua strada evolutiva, dopo un po’ che abbiamo fatto la scultura, il castello è stato venduto, e forse Azzurrina è dipartita.

Gli occhi di luce bianca palpitavano sempre a scultura accesa, accendendosi e spegnendosi piano piano come una respirazione pranica.

La copertina plaid era rossa con il contorno bianco a macchie nere come quelle dei RE, regalo del signor Farnè.




il progetto






Eravamo a Roma quando il falegname voleva saper il mordente da usare per colorare alla fine la stella, eravamo indecisi tra color ebano, il più scuro e romantico e il bruno dorato.

Enrico Astuni era per il secondo, ma abbaimo scelto il primo.

Ci ho messo un poco a far ammettere ad Enrico che non lo convinceva la scultura, felici di tenerla noi perché è tra le mie preferite, spero di farla anche per lui, un'altra Suf ancora diversa e che gli piaccia e questa volta bruno oro.


Siamo rimasti colpiti dall'entusiasmo e dipsonibilità del curatore che dopo tanta esperienza avesse ancora il fresco verde di giocare.


All'inzio ci preocupava Luca Rossi, temevo fosse una colettiva di nomi per il suo, ho ascoltato e guardato fino a notte fonda sue cose in internet.

Ora mi sta molto simpatico e apprezzo il suo cruccio.



 
 




 
per ogni artista c'era un testo in alto sul muro.
 Il nostro è stato scritto da Silvia Grandi. 


Cuoghi Corsello sono il perfetto prototipo del bricoleur dell'era digitale, capace di far entrare in cortocircuito elementi fra loro inconciliabili mediante una voracità onnivora nell'appropriarsi di linguaggi, di prassi e di mezzi provenienti dai contesti più disparati e degli universi apparentemente distanti del vivere le realtà dell'oggi. Al tempo stesso infantili osceni, primitivi e raffinati, ingenui e maliziosi, colti e naifs, semplici e problematici - sempre in bilico tra una tensione creativa pulsionale, esuberante e viscerale e un'inclinazione alla selettività razionale, al calcolo calibrato e al distacco ascetico dal contingente - rappresentano il concretizzarsi più tipico della simbiosi tra arte e vita.




Negli uffici c'era Venezia, spray su moquette esposto in fiera a Verona nel 2019.






Nel giornale catalogo abbiamo messo questa foto per identificarci.













8 febbraio 2020 Bo Trea

 

 


 

8 febbraio 2020

BOTREA

Abbiamo installato 8 porte trovate in cantina del colore dell’acqua, sorrette orizzontalmente da 16 cavalletti.
La forma è un quadrato che si avvicina a una svastica.
La mostra si apre verso il Nord con un cavallino.
Cornice (Gaia Germanà) ci ha chiesto di partecipare come Accoglienza.
Non essendo presente ha suggerito di esporre la sciarpa che qualche anno fa ha lasciato nel bunker dove abitiamo,
l’avevo riposta subito sul cavallino e lì è rimasta tutto il tempo, così che abbiamo portato anche lui ad accogliervi.
Il cavallino è sopra ad un’altra porta su copertina, casualmente le sue zampone ci stanno appena, separando il giusto spazio
per la foto di giovane divinità.
Questa porta, la fessura sotto la panchina e la porta di sostegno rappresentano i trivi dove risiede Ecate,
 Kit, un nostro personaggio del 1994 prende le sue vesti, coperta da un dipinto su velluto nero di cancelli e lago,
il passaggio al regno della morte.
Il lungo sospiro dopo la sua fine ci porta al sorgere dal pantano del coccodrillo (Giulia Poppi).
Esso, simbolo saturnino, è ai primordi della vita, portandoci nella materia terrena, all’Est.
Il massiccio libro di legno aperto con inchiodati i disegni delle rane (Simona Larghetti), ci separa dal regno della morte
per continuare nella vita dello stagno e poi del lago.
Qui si scrive su un biglietto dove si vuole andare, (Margherita Scarano Apolito) perché quando si è anime, prima di rinascere lo si sceglie,
sopra al vaso di vetro  il tritacarte lo distrugge perché una volta nati non ce lo ricordiamo più.
Un collana di volti rappresenta le vite delle persone legate tra di loro.(Margherita)
Nella materia  continua la vita come in un lago di materia oscura (Ciliegina Sabbiemobili),

“Il sogno: sono morta annegata e non respiro più, sono caduta negli abissi dell'oceano freddo.
Non si sente più un rumore, solo il cuore che batte piano. C'è un punto tra le scapole che inizia a scaldarsi. Caldo.
 Dalla schiena nascono raggi di luce e arcobaleni che disegnano due grandi ali. L'aurora sveglia il corpo abbandonato,
che si infiamma e brucia felice”.
Pru Fenice
L’ala su alluminio la rappresenta (Emma Panini)

Si ricomincia con l’ingenuità e la purezza della venere dell’amore  (Kora)
I cristalli amici fratelli insegnanti.
Capelli al vento ( Qi Jia Wang) come i vegetali primordiali ( Gaia Bernardi)
Il sole come un occhio ( Qi Jia Wang) andiamo verso il sud.
C’è ancora la magia sull’azzurro accecante del cielo, arriva la polvere da lontano.
L’Oroburus, la pietra di Bologna Spongia Lucis, la salvia nella stella (Stefania Cavicchi),
siamo al Sud,  Biancosangue Tripura Sundari ritratta nel cielo sbrodola, la divinità della creatività, che ha sempre 16 anni,
un link è scritto per farvi collegare ad essa (Bianca Zueneli), ieri sera ha recitato con i capelli lunghi e questa mattina
sabato 8 febbraio li ha tagliati in cerimonia.
Figure sessuali (Giulia Poppi) erotiche amorose, con sopra l’occhio di un bambino che guarda un albero (Gaia Bernardi),
sotto la passamaneria donata all’albero del PO dal solstizio d’inverno ci invitano a spiritualizzare le energie,
avviandoci all’unità del seguente lavoro posizionato a ovest ( Anna Rizzo), in una tazza con foglie d’oro è nascosto dal purificatore  bianco di titanio un cuore
formato dall’acqua con le ceneri sedimentate dei corpi in campo nazista in Canada, lavare, perdonare.
La svastica ricamata su tela ( Kira), questo segno importante, archetipo della nostra storia, deve riprendere la sua funzione splendente,
la donna in un’altro lago (Ciliegina Sabbiemobili) è trasparente, pura, Tacita, la leggera statuina sotto la panchina  (Emma Galuscha Dawson)
ci dice  che l’elevarci ci porta ad una vita semplice e gioiosa fatta di “qui è ora”, non ha paura di stare sotto il vulcano (Valeria Borreli)
posizionato sopra alla panchina che ci porta a ricominciare il viaggio atterrando ancora sotto la morte.


Istituto Storico Parri, via Sant’Isaia 20, Bologna
8 Febbraio 2020