Eva, Biancaneve, Signorina: le mele,
di Cuoghi Corsello
Quando Gioele ci ha proposto di fare per la mostra personale al Museo Varoli un’opera in cartapesta, ho pensato subito alla bambina morta che da tanto tempo volevo realizzare.
Non è possibile in Italia tassidermizzare una bambina morta giovane.
In Comune a Cotignola sono stati un po’ perplessi di un lavoro sulla morte, è stato fortuito perché così ho collegato la scultura alla morte apparente della Bella Addormentata nel Bosco, e anche a Biancaneve, che viene avvelenata da una mela, Cotignola il paese delle mele Cotogne, ecco la vena che ha alimentato il progetto.
A Cotignola bruciano la così detta “Sega Vecchia” una strega che si presume avvelenò lo Sforza.
Ho voluto mettere tutto insieme, come le facce opposte ma complementari di una stessa figura: la Bambina e la strega.
Evocando Ecate, la divinità dei trivi, ho immaginato tre personalità di una stessa figura che le favole rappresentano, modellando con la creta una mela a tre facce: la Bambina, la Sega Vecchia e lasciando un’incognita per la terza che è arrivata sincronicamente dopo, la bambola di Varoli ritrovata proprio nel periodo di chiusura della mostra, tutta ancora da capire, da scoprire.
Il titolo Signorina lo ha proposto Gioele, a Claudio subito piaceva, a me no, dopo averlo comunque accettato mi ci è voluto un po’ per capire che invece era perfetto!
Signorina non è la Bambina che ho sempre pensato, è un incontro tra le fiabe e le sante, è qualcosa di nuovo e ancora inafferrabile, è stata infatti modellata in creta e poi in cartapesta da una ditta di eccellenza di Lecce che da lungo tempo scolpisce soprattutto i Santi.
L’ho disegnata a matita, la testa allungata, aliena come gli antichi Egizi, ricorda anche il telefilm Cassandra che narra di un robot donna assassina risvegliata, Claudio ha notato la somiglianza con il Mac che da anni riposa nel Bunker dove abitiamo, lo abbiamo usato anch’esso come interprete nella mostra con un salvaschermo dove sfumando si intervallavano tutte le sintografie delle Bambine e dei Bambini Cervo che stavo sperimentando con l’intelligenza artificiale, raccontano possibili storie dell’ essenza magica di Signorina, inoltre il Mac contiene anch’esso una mela: il suo simbolo.
Si narra rappresenti il doloroso episodio del suicidio di Alan Turing che morsicò una mela avvelenata come Biancaneve.
C’è una teoria nella quale si dice che i robot prenderanno il posto degli umani essendo l’anima trasmigratrice dove c’è più complessità, poi i robot di silicio costruiranno gli uomini di carbonio e la ruota che gira si completerà, autocreandoci, siamo noi il nostro Dio, Alan Turing è padre dell’umanità.
In questo lavoro possiamo pensare anche ad Eva che ci ha liberati dal paradiso terrestre per conquistare il libero arbitrio mangiando la mela.
Nella mostra multistoria e multifavola ricomposta in diverse facce abbiamo messo anche le ali del drago che venivano dalla profondità del lago dei giardini Margherita di Bologna, buttate alla fine della mostra collettiva Sante organizzata per Arte Fiera 2025; i draghi sono le madri delle Bambine Cervo di carne e anche quelle di luce nel monitor accanto a Signorina, il drago rappresenta il femminino sacro.
Le ali sono sopra ad una ipotetica spiaggia nello spazio espositivo, dove sono state portate dalle onde con anche centinaia di occhi di bambole e pupazzi, resti della guerra tra gli umani e i robot, le bambole sono i primi robot.
Ci sono anche pezzi di mani, di braccia con le spine e un’ala come un braccio, resti creati con la terra che si mescolano come le assurde mescolanze che a volte creano le intelligenze artificiali.
Signorina ha una mela cotogna posata sul ventre, come “Anima Primavera”, un nostro personaggio, nella tomba ha un cristallo.
Tutta la composizione della mostra è orizzontale, come vista nel fondo di un lago-mare.
Gioele per l’altra stanza del museo ci ha proposto di lavorare sui nostri personaggi, in stato febbrile ha avuto un’idea che per sottoporcela ha trovato coraggio solo dopo aver bevuto qualche bicchiere: di scriverli sul muro invece che mostrarli.
Abbiamo colto la sua idea con entusiasmo e senso di liberazione, espandendo il mondo “personaggi” a quello dei soprannomi nostri e dei nostri amici, ai nomi delle bambole trovate, dei gatti, delle sculture, dei nostri slogan, e poi del mondo dei robot, dalle opere elettrotecniche a tutto ciò che ha a che fare con il digitale e i social, dalle password ai gruppi su Facebook...
Signorina diventa il nostro ultimo Personaggio.
Quando siamo andati a Cotignola nelle sale espositive siamo stati affascinati dai 4 “monoliti” bianchi che servono per appendere i quadri.
Claudio ha pensato subito di scriverci sopra i nomi, sembrano più 4 “Quadrupedi”, che 4 “Mobili” (nostri modus operandi).
Posizionati nella stanza come sculture che rompono in un girotondo a rombo il rettangolo della stanza diventano vivi testimoni della nostra vita e scrittura diversa: i personaggi da me inventati in corsivo e quelli di Claudio in stampatello, i nomi che non abbiamo inventato noi ma appartengono alla nostra storia li abbiamo fatti scrivere a Gioele, a Milovan, a Pam.
Il primo monolite con i nostri nomi, soprannomi, figli, personaggi inventati, case, gatti.
Il secondo con personaggi trovati e costruiti.
Il terzo con i soprannomi degli amici.
Il quarto “il mondo dei robot”.
Cuoghi Corsello è stato scritto all’inizio sulla parete della stanza, firmando l’opera.
Così Sia.
Nel catalogo i nomi scritti da me sono a sinistra, quelli scritti da Claudio a destra, in mezzo quelli scritti da Gioele, Milovan e Pam, inventati da altri o da noi due assieme.
Il catalogo
L'inaugurazione
(foto di Stefano Tedioli)























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