domenica 28 agosto 2016

Le carte magiche di Cuoghi Corsello




Costanza Canderolo e Giovanni Coppelli, i nuovi curatori della galleria Localedue, ci hanno invitato a fare qualcosa nella loro "tenda" immaginaria, uno spazio come la stanza delle necessità nella saga di Harry Potter: ad un certo punto del racconto viene proibito nelle scuola di magia di applicarla la magia, così che i ragazzi l'esercitano illegalmente in questa stanza segreta. Quando ci sono venuti a trovare era da poco che avevano fatto ritorno le carte magiche dalla mostra Ailanto di Modena, così che ho proposto una lettura da farsi leggera sopra ad una moquette sulla piazza. Mi è stato insegnato che è necessario avere in cambio un obolo per la lettura, ho deciso di chiedere 2 euro, ma solamente interi perché sono molto belli, avevo giusto acquistato l'anno scorso al Làbas un maialino di ceramica portamonete con le mie iniziali: perfetto.
Sono stati tutti d'accordo.




Il testo che ho mandato ai curatori:


Le prime carte magiche le ha disegnate Claudio alle fine degli anni settanta assieme ad una sua amica: Barbara.
Me le diede ed io imparai a leggerle.
Nel 1994 abbiamo disegnato un nuovo mazzo, grande.
Lo abbiamo usato in una performance a Catania come lavoro per una mostra curata da Ambra Stazzone: Condominio.






Le carte magiche hanno predetto molte cose che si sono avverate, sono state nostre consigliere preziose, decisioni e scelte fondamentali della nostra vita sono state da esse influenzate.
La mantica è un'arte che ci appartiene spontaneamente, per predire devi essere sgombro e libero da ogni riferimento o influenza del vissuto, tabula rasa, per questo forse spesso non ricordiamo i nomi delle persone.

Non abusare, non risparmiare.


Abbiamo scelto una moquette colore del mare, ma sul cemento del piazzale era come un tappeto magico, sembrava un poco che il mare fosse il tappeto magico e il suolo quasi il nulla, o il tutto.
Comunque stava proprio benissimo, ondeggiava con quel colore intenso e morbido,(sembrava anche una pergamena con gli scritti delle vite che affioravano man mano).








Le persone sono venute una alla volta, Costanza per prima ha dato la misura della lettura, avrei pensato più corta la lettura, ma Claudio ha detto che era giusto così per uno svisceramento sufficiente. Lui le mescolava e io interpretavo con le persone davanti a me. Si sono tolti le scarpe tutti meno che Claudio e una ragazza che le teneva però appoggiate sul lato, è stato molto emozionante, le mani delle persone e le loro anime erano bellissime, non so se siamo stati noi fortunati o le persone sono tutte meravigliose, forse conta il fatto che fossero umani vicini all'arte, le loro domande le loro relazioni con il mondo, le persone, la vita, commuovevano e facevano un bel sperare per il futuro di tutti. 






                













                




















Anche se le letture avvenivano nel mezzo della piazza tra la gente sembrava essere in una bolla indisturbabile, riservatezza e  concentrazione.



La galleria del signor Farnè ha sempre qualcosa da dire e mi sono emozionata nelle poche cose che sono andata a vedere nella ricca rassegna dei due giovani e cari curatori, nella "stanza delle necessità", come l'Esercizio Collettivo di Osservazione con Elena Radice e Mattia Cappelletti, sono stata fortemente colpita dal risultato di questo serio "gioco, ho visto e ho sentito; o la chiacchierata tra il critico Antonio Grulli e il filosofo Bonaga con ampia partecipazione di bel pubblico molto denso, presente.




































domenica 7 agosto 2016

Duo



















































Luca Panaro ci ha intervistati a Fano in una chiesa con il tetto divelto molto affascinante.
Gli avevo dato una traccia, un veloce racconto sulla nostra attività attraverso l'immagine riprodotta.
All'inizio gli abbiamo mandato le foto qui sopra per il catalogo.









Poi abbiamo scelto 55 immagini che riassumevano l'ampio lavoro, me ne sono pentita, avrei avuto bisogno del  numero maggiore come preventivamente avevo preparato, ma non è stato possibile proiettare, per fare scorrere le risposte  in modo più esaustivo e divertente attraverso il flusso espositivo , mi viene spontaneo attribuire alle immagini un senso cinematografico, tanto che spesso invece di usare il girato-video uso i diversi frame fotografici per i lavori video; ogni tanto ci si ferma in una sola immagine, come un lungo respiro attraverso il quale l'ossigeno deve arrivare dappertutto e aspettare per essere assimilato. Avrei voluto riportare qui la traccia data a Luca per le domande, ma temo di rovinare il lavoro che lui vorrebbe pubblicare, funzionava molto il suo chiedere e il nostro rispondere. 
Alla fine dell'intervista i piccioni abitanti in quel luogo ci sono passati davanti volando nella notte come per applaudirci, ma uno sbadato si è "inzuccato" contro un alto filo.

                                      



CENTRALE FOTOGRAFIA

 9-12 giugno 2016,
Fano (PU)\ Ex Chiesa di San Francesco Chiesa di San Pietro in Valle
 a cura di Luca Panaro e Marcello Sparaventi

 l’immagine fotografica torna ad essere protagonista con la VIII edizione di Centrale Fotografia, rassegna annuale di eventi a tema sulla fotografia e l’arte contemporanea, a cura di Luca Panaro e Marcello Sparaventi.
La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale Centrale Fotografia, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano, con la compartecipazione del Consiglio Regionale Assemblea Legislativa delle Marche e con il contributo di Caffè Centrale, Hotel de La Ville, Ristorante la Liscia – Da Ori.
Il titolo scelto quest’anno, “Duo”, suggerisce un’attenzione particolare verso gli artisti che lavorano in coppia, che condividono quindi non solo l’esperienza artistica, ma anche la vita privata. Riteniamo interessante far conoscere al nostro pubblico, che ci segue con passione da anni, questo particolare modo di operare. Questo sarà possibile mediante incontri con gli autori, mostre, conferenze, installazioni, presentazioni di libri, momenti di riflessione sulla fotografia e l’arte contemporanea. Gli ospiti d’onore di quest’anno sono due coppie di affermati artisti contemporanei: Botto e Bruno e Cuoghi Corsello. Come tradizione si racconteranno al pubblico in conferenze dal taglio retrospettivo, capaci di trasmettere il senso e l’evoluzione della loro produzione nel tempo. Gli incontri con gli ospiti d’onore, nella suggestiva cornice della Ex Chiesa di San Francesco, sono accompagnati da proiezioni d’immagini e arricchiti dal dibattito col pubblico, alimentando il dialogo e favorendo la comprensione di una ricerca visiva spesso complessa e articolata.